Polivy e Herman (1985) analizzano il legame tra dieta restrittiva e abbuffate, sostenendo che il binge eating non sia semplicemente una mancanza di volontà, ma una conseguenza psicologica e fisiologica della restrizione alimentare cronica. Gli autori propongono il modello della “restrained eating”, secondo cui le persone che seguono diete rigide si affidano a regole
cognitive per controllare l’alimentazione, ma questo controllo è fragile e può essere facilmente interrotto da emozioni negative, stress, consumo di cibi “proibiti” o anche solo dalla percezione di aver infranto la dieta. Quando il controllo cognitivo cede, si verifica un effetto di disinibizione che porta a mangiare in eccesso, spesso in modo impulsivo e accompagnato da senso di colpa. Gli autori mostrano come questo ciclo dieta–abbuffata sia mantenuto da meccanismi psicologici come il pensiero dicotomico (“tutto o niente”) e da fattori biologici legati alla deprivazione calorica.
Il saggio di Polivy e Herman esplora perché molte persone coltivano aspettative irrealistiche riguardo al cambiamento personale e perché questi tentativi falliscono così spesso. Gli autori descrivono un ciclo ricorrente: si parte con speranze eccessivamente ottimistiche, si adottano strategie drastiche o insostenibili, si sperimenta un inevitabile fallimento e, invece
di analizzare realisticamente le cause, si riparte con nuove speranze altrettanto irrealistiche. Questo processo è alimentato da bias cognitivi, pressioni sociali e dall’illusione che la forza di volontà sia sufficiente a trasformare comportamenti radicati. Polivy e Herman sottolineano che tali “false speranze” non solo impediscono un cambiamento autentico, ma possono generare frustrazione, senso di colpa e un’immagine di sé negativa. Propongono quindi un approccio più realistico e graduale al cambiamento, fondato su obiettivi concreti, consapevolezza dei propri limiti e strategie sostenibili nel tempo, per interrompere il ciclo fallimentare e favorire un progresso autentico.
Se vuoi approfondire
Di seguito trovi alcuni riferimenti autorevoli (review e studi clinici) che supportano i punti principali discussi nell’articolo:
- Polivy, J., & Herman, C. P. (1985). Dieting and binging: A causal analysis. American Psychologist,40(2), 193–201.
- Polivy, J., & Herman, C. P. (2002). If at first you don’t succeed: False hopes of self-change. American Psychologist, 57(9), 677–689

